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CISZAK DALMÀS


Da Torino a Madrid: giovani creativi crescono

 

di Veronica Lisino

Starsky & Hutch in tv, Hap Collins e Leonard Pine sulla pagina scritta di Joe R. Lansdale, Dolce & Gabbana nella moda, Tarzan & Jane sugli schermi cinematografici, Gilbert & George nell’arte. Molteplici sono le coppie celebri: nella vita, sul lavoro, inventate o tutte e tre le cose insieme, tanto che spesso appare difficile distinguere le persone dai personaggi.

E poi ancora: Ciszak Dalmàs già Unfamous.
Torino e poi Madrid.
Unfamous e poi Ciszak Dalmàs.
Ma chi sono Ciszak Dalmàs?
Alberto Gobbino e Andrea Caruso (+ Carlo Frigerio) in arte Ciszak Dalmàs o forse Ciszak Dalmàs in arte Alberto Gobbino e Andrea Caruso; o ancora – la verità si sa sta nel mezzo - Alberto Gobbino Ciszak, Andrea Caruso Dalmàs (e Carlo Frigerio Tamagno).

Li avevamo intervistati e conosciuti nel 2003 come collettivo Unfamous stanziato a Torino; oggi li ritroviamo in Spagna, a Madrid, come Ciszak Dalmàs.

Designer o Fotografi? This is the question diceva qualcuno. Creativi diciamo noi. Alberto Gobbino e Andrea Caruso hanno prima di tutto reinventato se stessi in Spagna, dove hanno fatto nascere dal nulla, questo il significato del verbo latino creare, “a multidisciplinary studio […] to investigate the various disciplines from design to communication” si legge nel sito [www.ciszakdalmas.it].

Impegnati su più fronti dai molteplici aspetti (design, fotografia, grafica, video), i Ciszak Dalmàs ci hanno rilasciato un’interessante intervista che qui vi proponiamo.



Studio, Work in progress 2009


Ci siamo lasciati nel dicembre 2006 con il progetto Unfamous e voi tre (Andrea Caruso, Alberto Gobbino e Carlo Frigerio) a Torino. Oggi, 2009, vi ritroviamo “famous” a Madrid con Ciszak Dalmàs. Cosa vi è successo in questi tre anni?
Il progetto Unfamous, nato nel 2003 come collettivo fotografico, si è sviluppato molto nel corso di questi anni. Dopo varie esperienze lavorative in Francia e in Italia, ci siamo trasferiti a Madrid, nostra base attuale, da dove dirigiamo progetti principalmente in Spagna e in Italia. Ufficialmente inaugurato all’inizio del 2009, lo studio Ciszak Dalmás, nome che indica rispettivamente i nostri cognomi materni, è la metamorfosi di Unfamous e si presenta oggi con un triplice organigramma. L’anima dello studio, infatti, è formata da tre differenti laboratori: fotografia, design e produzione di esperienze immersive e interattive. Lo studio ha così un flusso continuo, il progetto può nascere e morire all’interno di un laboratorio ma anche "saltare" da uno all’altro arrichendosi.

Al vostro arrivo a Madrid cosa avete trovato? Quale scena culturale, artistica e quali possibilità lavorative?
Al nostro arrivo abbiamo trovato una
città eclettica, poliedrica e in pieno sviluppo. Pur colpito dalla crisi, l’ambiente è molto fertile, e non si esita a puntare fortemente sui giovani creativi. La libera sperimentazione qua non fa paura e lo spazio di espressione non manca.

In questo senso quali sono le differenze con l’Italia e in particolare Torino, vostra città natale?

Mesi fa mentre eravamo impegnati in una esposizione collettiva conoscemmo il direttore del Turismo de Madrid. Ci raccontò che mentre Parigi e Roma avevano rispettivamente la Tour Eiffel e il Colosseo, Madrid aveva la gente. Dopo 2 anni dall’inizio della nostra avventura, siamo del tutto convinti che il motivo più lampante della nostra permanenza spagnola sia dovuto proprio alle persone che abbiamo conosciuto. Dal punto di vista professionale abbiamo trovato un ambiente fertile e con grande spazio per i giovani. A differenza dell’Italia, sembrerebbe che essere giovani e intraprendenti sia un valore aggiunto e non una pena da scontare.





Santi, Collection Primavera-Estate, Catalogo, Sitges 2008



Una costante vi accompagna, definendovi, e di cui voi stessi avete fatto il vostro manifesto: la multidisciplinarità
.
A Madrid come a Torino siete impegnati in diversi e molteplici progetti di varia natura, ma quale disciplina preferite per le vostre ricerche e lavori su committenza?

Sì, la multidisciplinarietà ci rappresenta da sempre. Un tipico esempio è quello di una impresa che ci richede un’idea. Una volta terminato il "processo di ideazione e creazione" si pensa a come materializzare l’idea, in una foto, in un video, in un prodotto, in un’esperienza. Infine bisogna saperla comunicare. Molti lavori, proprio per il carattere pluridisciplinare, sono portati avanti con differenti collaborazioni. La nostra figura quindi si manifesta più come quella di un’alchimista, del design e della comunicazione certamente, in grado di pensare ad un progetto per poi materializzarlo in maniera differente a seconda delle necessità.


Dalla vostra esperienza spagnola che cosa vi sembra di avere imparato e fatto vostra? Vi sentite in questo senso debitori verso qualcuno o qualcosa?

Il nostro è spesso un gioco di squadra nel quale avviene uno scambio di saperi e conoscenze.
È un continuo dare e avere che ci permette di crescere e di mantenere la nostra libertà intellettuale senza dover dipendere nello specifico da nessuno. Attualmente i progetti in corso sono molti; lo sviluppo dell’esperienze immersive, ad esempio, inizia a coinvolgere un grosso numero di persone differenti tra loro per quanto riguarda l’ambito artistico; questa è la vera ricchezza del progetto.

Nei vostri lavori, indipendentemente dal mezzo utilizzato, c’è un tema che vi interessa più di altri?

Le “meta-realtà”, ovvero
la progettazione di ambienti artificiali all’interno dei quali una persona è invitata a vivere un’esperienza, antecedentemente pensata, ed è libera di provare emozioni, spesso molto intense, in uno spazio costruito ad hoc. A contatto con questa l’invitato prova sensazioni uniche delle quali conserverà memoria; una “tempesta emotiva” che col passare del tempo prenderà nella sua mente la forma del ricordo.





Madrid Room, "meta-realtá" Living & immersive drama,
catering, theatre;
15 min; 6x5 m; Madrid 2008



Qualche consiglio. Oltre naturalmente ai Ciszak Dalmàs, avete qualche giovane artista da consigliarci?

Come detto prima la scena creativa spagnola è in pieno fermento, tra i tanti nomi consigliamo il giovane architetto Louis Urculo.


Domanda di rito. Progetti in corso e futuri?

L’idea è quella di continuare a fotografare e soprattutto cercare di fortificare il progetto delle “meta-realtà che tra il 2009 e il 2010 si spera comincerà a girare in alcuni musei spagnoli e non solo, come attività trasversale rispetto alla programmazione di questi.


Per info:

Ciszak Dalmàs
Alberto Gobbino e Andrea Caruso
www.ciszakdalmas.it
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